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Uno sguardo al passato Com'era San Fratello nel 1891 prima della storica frana del 1922
Le risorse economiche di  San Fratello E' stato assegnato il Primo Premio  Assoluto  di narrativa storica al libro scritto dal Prof. salvatore Mangione "San Benedetto il Moro nel bicentenario della canonizzazione". L’opera è stata anche inserita nelle bibliografie del santo come completa, puntuale e documentata. Clicca quì per vedere la copertina del libro - Riconoscimento 1 - Riconoscimento 2
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SAN FRATELLO .............., CITTA' STORICA

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San Fratello, un tempo chiamata Apollonia, è una storica cittadina in provincia di Messina posta sui Monti Nebrodi a circa 640 metri sul livello del mare. Le sue origini sono antichissime e sembrano risalire alla storica "Alunzio", come è stato confermato da diversi ritrovamenti archeologici come monete e medaglie. L'odierno paese trae il nome dai tre Santi fratelli, Alfio, Cirino e Filadelfio, martirizzati, sotto l'imperatore Valerio, dal governatore Leptile nel 312 d.C., cui è dedicato l'omonima chiesa e convento del secolo XII. Il centro fu edificato da una colonia di Lombardi venuti con il conte Ruggero alla conquista della Sicilia. Dall'epoca del regno di Federico III San Fratello divenne feudo baronale. San Fratello è ormai diventato celebre per i tradizionali ed antichissimi riti della Settimana Santa come, per esempio quello della Festa dei Giudei, festa di origine pagana. Giudei1.jpg (19537 byte)Quest'ultima rappresenta, indubbiamente, una delle manifestazioni più seguite e più note in Italia. I Giudei, in sostanza, sono impersonificati dai cittadini sanfratellani  che, con particolari e pittoreschi costumi (che non consentono di vedere il volto di chi li indossa) girano per la città suonando con particolari trombe per festeggiare la morte di Gesù Cristo e disturbare la processione religiosa che commemora la Passione di Gesù. In parole povere un particolare esempio di "unione" tra sacro e profano; una commistione tra il dolore e la fastosità tipica delle feste carnevalesche. I costumi (nella foto a sinistra) indossati dai sanfratellani in tale pittoresca circostanza ricordano in parte quelli dei soldati romani che flagellarono Gesù; sono di proprietà delle famiglie del posto e si tramandano da padre in figlio. In passato la festa era più pericolosa, tanto che veniva proibita, in quella occasione, la vendita di alcolici. Oggi, rappresenta, invece, un sereno momento di "folklore" e "tradizione popolare".
San Fratello è anche nota in Italia per i suoi cavalli. I cavalli sanfratellani, introdotti, forse, dagli arabi o dai normanni. I cavalli sanfratellani sono stati sempre abituati alla presenza dell'uomo e si adattano bene all'escursionismo e ad ogni tipo di turismo equestre; vengono allevati allo stato brado sui Nebrodi ed hanno, da qualche anno, ricevuto il riconoscimento di "razza". Ogni anno, nel mese di settembre, si svolge la tradizionale mostra-concorso del cavallo sanfratellano.
San Fratello è anche nota per il suo dialetto di origine gallo-italica. La particolarità di questo dialetto è quella che esso, proprio per la sua origine gallo-italica, si distacca totalmente da quello che è il tradizionale dialetto siciliano. Questo particolare dialetto è una testimonianza del passaggio nella città siciliana
di coloni provenienti dal Nord Italia, Piemonte, Lombardia, Emilia, per il tramite dei Normanni conquistatori della Sicilia.
San Fratello è anche nota ai più per avere dato i natali a diversi personaggi come per esempio:  San Benedetto il Moro, Santo Patrono della stessa città;  Giuseppe Caiola noto predicatore, il quale governò la Compagnia in Sicilia; Ferdinando Tetano, dotto scrittore, autore di grossi volumi, riguardanti le feste stabili dell'anno civile, e quelle mobili dell'anno ecclesiastico; Cirino Scaglione, apprezzato ingegnere, nato nel 1896, a cui il Comune di San Fratello ha intitolato una delle principali vie del paese; Benedetto Craxi, nonno del più noto Bettino Craxi, già Presidente del Consiglio e Segretario Nazionale del Partito Socialista Italiano, di cui quest'anno ricorre il quinquennale dalla sua morte.

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