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San
Fratello nasce dalla dominazione dei Normanni nell'isola, quando le milizie
di Ruggero insieme alla regina Adelasia di Monferrato (sua terza moglie)
approdarono nei monti Nebrodi, intorno al XII
secolo.
Questa colonia si giustappose alla preesistente comunità greca, che in
precedenza aveva abitato il sito di Apollonia. le due etnie, pur convivendo
pacificamente, mantennero a lungo la loro distinzione culturale,
raccogliendosi l'una intorno alla chiesa di S. Nicola di rito greco, l'altra
intorno alla chiesa di S. Maria Assunta di rito latino. in epoca normanna e
sveva S. Fratello fu un borgo demaniale. A San Fratello, dopo secoli, si parla ancora un dialetto tutto particolare,
derivante da un mix tra idioma locale, quello monferrino e il dialetto della
Normandia.
Le truppe normanne si scontrarono con l'esercito arabo nella zona di San
Piero Patti. Gli Arabi ebbero la peggio e batterono in ritirata. Sul terreno
di battaglia furono abbandonati diversi cavalli, destinati a divenire gli
antenati della celebre razza sanfratellana.
Una testimonianza della presenza normanna in questi luoghi è costituita da
un tempietto collocato sul Monte Vecchio, dedicato ai famosi 3 martiri
Alfio, Filadelfio e Cirino. E proprio da questi "santi fratelli" deriva
l'attuale nome del paese. Recentemente, alcuni scavi archeologici hanno
riportato alla luce sul monte reperti databili ad epoca pre-romana.
Nel centro abitato si trova, come testimonianza architettonica normanna, il
cinquecentesco convento e l'annesso chiostro, i cui muri sono decorati da
affreschi. Attività principali sono l'allevamento e la pastorizia.
In
epoca Sveva, fu Signora di San Fratello la regina Costanza d'Aragona, prima
moglie dell'imperatore Federico II. Detta Regina era anche Signora di
Montalbano Elicona.
Nel
1292, San Fratello fu ceduto ai Polizzi, potente famiglia messinese; poi
passò agli Squarciarico, e successivamente ad altri Signori, fra cui il
Conte di Palagonia e le famiglie feudali Alagona, Rosso e Larcan.
Gli
ultimi Signori di San Fratello furono i Cupani, attuali proprietari del
Castello di Acquedolci.
San
Fratello come Barcellona Pozzo di Gotto, fu sede di due Arcipreture. Ciò
attesta l'importanza religiosa che questo centro ebbe nel passato e che
mantiene tuttora.
Ma
San Fratello in passato ebbe importanza sopratutto perchè fu la sede del
Capo Prefettura, con giurisdizione su 24 Comuni. Questo ambitissimi
privilegio lo ebbe nel 1747.
L'impronta lombarda
di S. Fratello la si coglie ancora oggi, in maniera più evidente che
altrove, nell'aspetto fisico e nel dialetto gallo-italico dei suoi
abitanti, esempio tra i più rari della capacità di un isola linguistica di
conservarsi lungamente. Ma non è questa l'unica singolarità "etnografica" di
questo paese. Ancora più incredibile è la spettacolare "Festa dei Giudei",
che si celebra il Venerdì Santo, ripetendo, in un difficile compromesso con
la sensibilità cristiana, le feste dionisiache pagane di primavera,
esaltanti l'eros, lo spirito orgiastico, l'energia vitale che la natura
sprigiona al tempo della sua rinascita annuale.
"I Giudei",
fingendosi gli avversari dei fedeli in processione e gli uccisori di Cristo,
disturbano ad arte le funzioni religiose, arrampicandosi sui balconi,
esibendosi in assordanti squilli di trombe ed in saggi di equilibrismo tra
la folla.
L'attività principale degli
abitanti e l'allevamento. Una menzione particolare merita, per il suo valore
intrinseco e per il ruolo che svolge nella vita della comunità, il
cavallo sanfratellano, docile e forte, adatto all'equiturismo, che la
tradizione locale vuole, come sopra già sottolineato, discenda dai cavalli di battaglia e da soma dei
contingenti lombardi che ripopolarono S. Fratello nel secolo XII.
San Fratello
conserva tra le varie testimonianze architettoniche una bellissima chiesa
normanna dedicata ai Tre Santi Fratelli (Alfio-Filadelfio-Cirino)
ubicata sulla sommità del Monte San Fratello, ove si trova traccia
anche dei resti archeologici dell'antica Apollonia, un insedia-mento siculo
occupato successivamente dai greci. Nel centro abitato sono visitabili la
Chiesa di Santa Maria Assunta e le rovine della trecentesca antica
Matrice (Chiesa Madre). Pregevole e suggestivo il Ponte Arabo sul
Torrente San Fratello e tutto l'ambiente naturale circostante.
Poco distante dall'abitato della cittadina (circa 1 km.), il Monte San
Fratello (710 m.slm.), si presenta come un monumentale affioramento
roccioso isolato, ed è sito di nidificazione di numerosi rapaci. La
vegetazione del monte è quella tipica delle zone rocciose di natura
calcarea, con grande presenza di "euforbia", "oleastro" e "lentisco".
Dalla Sommità del monte San Fratello si può godere di una visione
incantevole su un ampio tratto della costa tirrenica e lo sguardo può
spaziare dalla rocca di Cefalù ad ovest, al promontorio di Capo
d'Orlando a est; a nord il mare Tirreno e l'Arcipelago delle Isole
Eolie, a sud il profilo di Monte Soro ed estese faggete e boschi
e tutto il versante settentrionale dei Nebrodi.
Ogni periodo dell'anno è quello giusto per visitare San Fratello, poiché in
ogni stagione questo territorio ha qualcosa da proporre, da mostrare o da
offrire al visitatore attento ed appassionato, presentando un'offerta
differenziata che spazia dalla gastronomia, all'artigianato,
al folklore, alle feste religiose o paesane, all'escursionismo ambientale
sia a piedi che a cavallo, all'osservazione della natura, alle rassegne
equine dedicate alla selezione del Cavallo Sanfratellano, il tutto in un
sappiente dosaggio di vacanza mista tra mare - collina - montagna e
verdissima macchia mediterranea ed ecosistema specifico ed unico dei Nebrodi.
Ed ancora, per gli appassionati, occorre rammentare che a Luglio, Agosto e
Settembre, si tengono a San Fratello le rassegne di selezione del
Cavallo di Razza Sanfratellana.
Un momento unico di festa, in cui è possibile vedere centinaia di soggetti
appartenenti alla razza ed allevati in purezza e che appositamente
confluiscono in paese solo per queste rare occasioni. Da non dimenticare
infatti che il Cavallo Sanfratellano vive per dodici mesi all'anno
allo stato brado nel territorio del parco e sui monti Nebrodi. Questa
è anche l'occasione per accaparrarsi un ottimo soggetto e concludere un buon
affare. |